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Il disegno rappresenta la parte prevalente e centrale del lavoro artistico di Melkio. Il teatro, la poesia, il racconto, la fotografia, affrontati in solitaria o in collaborazione con altri artisti, sono manifestazioni sempre coerenti nel quadro complessivo della sua produzione.

La tecnica è quella del disegno digitale ma con un utilizzo della tavoletta grafica quasi analogico. Le linee non vengono mai ripulite, l’immagine preserva in questo modo l’identità degli schizzi manuali su carta da cui origina. Nella fase di creazione la parte di lavoro grafico sulla tavoletta consente a Melkio di ragionare e maturare il progetto pur preservando, come detto, nel tratto la sua spontaneità iniziale.

I lavori possono essere divisi in due macro aree. 

Da un lato i disegni di grandi dimensioni in cui la composizione è satura sia nell’utilizzo del colore che nella presenza di immagini e particolari. Il segno si fa più netto e definito, anche la stesura del colore è pensata a sottolineatura della forma complessiva. La necessità di definizione grafica è in questi casi al servizio di un immaginario fortemente surreale e iper-irrealistico. Melkio disegna così visioni oniriche, giochi di parole, associazioni di idee ma fotografandoli con estrema lucidità nello stile, come dovesse renderci immagini chiare di una realtà. I suoi lavori sono un invito al gioco e alla condivisione. Ci chiede di seguirlo dentro i suoi disegni, di aguzzare la vista su ogni particolare come facevamo da bambini davanti alle immagini, ci chiede di sorridere con lui e di non aver vergogna di quel sorriso buffo e stralunato che ci sgancia dal qui e ora. 

A questa produzione si affiancano i, come definisce lui, “SEEDS”.
Veri e propri schizzi, disegni in cui il componimento si fa essenziale e ha la stessa funzione di un flash fotografico, Melkio spara un lampo velocissimo di luce su idee e pensieri estemporanei per fermarli in un disegno.
Sono immagini in cui Melkio, pur giocando per estrema sottrazione rispetto al suo stile, riesce ad agganciare con grande efficacia il ritmo narrativo. Melkio non abbandona la necessità di dialogare con l’osservatore anche in questa serie, imposta però una comunicazione differente. I disegni sono pure suggestioni, come uno spillo vogliono colpire la nostra attenzione per lasciarci a quel punto nel campo libero dell’associazione di idee.
Un piccolo allenamento per immagini che Melkio regala al muscolo, troppo spesso atrofizzato, nella nostra fantasia.