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Io sono un cercatore,
annuso.
scruto,
e ascolto l’aria
per trovare risposte
a tutte le domande che mi faccio.

io sono un cercatore e sto cercando qualcosa di vero.

Cammino da solo
con la testa fra le nuvole,
lontana
dai marciapiedi
dove sono attaccati i miei piedi.

Guardo in alto, dove non guarda nessuno,
gli altri
sono troppo impegnati a sbirciare nel cellulare
immersi nei colori senza profumo.

io sono sulle nuvole
e piedi vanno avanti da soli,
loro sanno la strada,
e me la tengono segreta.

io
passeggero del mio stesso passo
tra le strade della città.

Ed ecco una piazza, dove sta sostando un circo.
il cancello è aperto, decido di entrare.

Sposto la tenda, cammino nel circo vuoto, calmo, dopo lo spettacolo.
Puzza di fieno e polvere da sparo.
Passeggio tra le sue cento sedie vuote, sporche di popcorn della sera prima
buio groviera con buchi di luce calda che puntano sul palco.
Nella casa della messinscena senza inqulini, respiro l’ombra di quello che sto cercando.

Il funambolo

Cammino sugli spalti  del circo senza spettacolo e senza spettatori per arrivar dai riflettori.

Mi sento chiamar dall’alto.
– ehi tu! che fai qui?

Un funambolo, in equilibrio sulla sua corda,
voce secca di chi non ha dubbi,
tono alto di chi sa di star lontano.

– Non faccio nulla, solo una pausa dal mondo di là.
Faccio il cercatore e sono alla ricerca di qualcosa di vero.
– Perdi tempo, ricerca inutile. Il vero non é da cercare.
Tra contrasti e paradossi, il vero sta in quel che é giusto.
E il giusto è solo l’equa distribuzione dell’ingiusto.
Una questione d’equilibrio, di bilanciamento.
Guarda me!
Sono in piedi su una fune, cammino sopra la testa delle persone che han paura che gli cada addosso.
Ma non cado, né su quelli di qua, né se quelli di lá.
Io cammino e vado diritto, direzione somma di tute le forze, che si contrastano fra loro
In equilibrio tra gli sguardi di desideri uguali ma di direzione opposta.
in stabile armonia, lungo tutta la corda, fino all’arrivo.
.. Allora l’esercizio é eseguito, esiste, è vero
e la gente applaude…

il pagliaccio

Un pagliaccio allo specchio sta scegliendo il sorriso giusto da indossare quella sera.
Mi vede passare nel riflesso, posa il suo sorriso e..
– .. Ho sentito che sei un cercatore. Ho sentito cosa cerchi e ho sentito quello che il funambolo ti ha detto.
Lui sta lassù, in alto, non sa cosa succede qui, a terra, tra la gente.
Io sono giù, a faccia a faccia con tutte tutto il palco, dalle prime file illuminate, fino all’ultima nell’ombra.
La sera dello spettacolo cento bocche attendono me per traformarsi in un sorriso.
E io, il giorno sono qua, a scegliere quello più adatto, il migliore, a seconda se fuori piove o meno.
Sorridi sempre. Perché ogni spettacolo é il più bello di tutti e deve andare avanti, qualsiasi cosa succeda.
Deve andare avanti! Perché per ogni spettatore aspetto un sapore buffo per riempirsi la bocca.
Una fame di distrazione, dall’ enorme confusione di quel mondo là fuori, dove tu ricerchi il vero.
E’ vero quel che vogliamo, quel che desideriamo, quel che ci fa stare bene…
e quindi
cosa c è di più vero
di una risata…

La ragazza dei coltelli

Nel cortile, fuori il tendone,
tra le gabbie degli animali,
cammino piano e ripenso alle parole del funambolo e del pagliaccio.

– Dove vai attraversando il circo, cosi pensieroso?…

Una ragazza luccicante, dalle mani lisce e caviglie fini interrompeva così i miei pensieri.
Era la ragazza dei coltelli, l’ho riconosciuta dalla locandina, sempre calma e in posa sorridente mentre sfiora quei metalli assassini.

– ..Perché guardi a terra, perchè non ti guardi attorno, se sei qua, apposta per vedere?

– Non me ne ero accorto, di solito non guardo a terra.
Di solito mi perdo tra le nuvole e nelle loro infinite forme.
Ma il peso dei pensieri, delle opinioni di chi prima ho incontrato, premeva sulla nuca, delicato ma insistente e in un attimo mi son ritovato col naso a tu per tu con il cemento…

– .. Non pensare… o meglio non farti pressare dai pensieri di quel che é stato o quel che sará. Vivi ora, vivi di attimi e non perderne neanche uno, perché la vita… non sai ancora quanti coltelli sia.
I pensieri devi portarli a braccetto e discutere assieme a loro, dei dettagli del panorama…

– Giá non si sa quanti coltelli sia, quanti ti sfioreranno ancora prima di andare… in un taglio netto di una lama affilata.
Chissá se riuscirò in tempo a trovare qualcosa di vero o se la mia sará solo una ricerca inutile.

– .. Io sono pronta, vestita bene, ben truccata e sorridente!
Non si può conoscere il futuro, perchè non esiste ancora.. e il presente si trasforma continuamente in passato…
quindi il passato e i ricordi sono tutto che abbiamo di più vero.
Tutti i ricordi, anche quelli sbiaditi, quelli di una foto antica.
Si muore tutti… tanto vale venire bene in foto, perché le foto brutte non le tiene nessuno.

il presentatore del circo

Continuo ad attraversare lo zoo
mano per mano con i miei pensieri.
Tra pavoni, cammelli ela gabbia della tigre che mi guarda con occhi distratti.
Fierezza in scatola che non ha voglia di dire nulla.

Oltre lo zoo il circo finisce e al botteghino d’ingresso ( in questo caso uscita ) c’era il presentatore, come ad aspettarmi.

Vestito a lucido,
tuba in testa,
baffi in faccia.

Non è sorpreso di vedermi, mi guarda da dietro il vetro del botteghino e mi dice.
– Ti è piaciuto lo spettacolo?

– .. Quale spettacolo, non c è stato ancora nulla, son arrivato troppo presto..
– Ma io dico un’altro spettacolo, quello del circo vuoto.
Lo hai attraversato da parte a parte e nel percorso hai incontrato i miei personaggi, loro erano lì per te anche questa volta.. ma il protagonista questa volta sei stato tu.

– Allora è stato uno spettacolo interessante, ma mi ha confuso ancor di più di come lo ero quando entrai.
In chi ho incontrato nella sicurezza delle loro idee si è barricata rassegnazione.

– Sono attori da sempre, persone ormai perse nel personaggio dentro una scatola solida di una strada percorsa sempre uguale.
– … è quindi non mi hanno detto nulla di vero?
– Non lo so, io presento solamente!
Gli attori sono malinconica rassegnazione dell’entusiasmo di cambiare direzione, di quel brivido di paura che fa diventare la vita…più vera.
Ora lo spettacolo è finito, torna in strada, esci fuori da questa commedia e continua la tua…

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